Quanto manca al finale di One Piece?

One Piece, il manga creato da Eiichiro Oda, ha festeggiato da poco i 18 anni di vita editoriale: infatti, era il 19 luglio 1997 quando ha debuttato sulle pagine della rivista antologica a fumetti Weekly Shonen Jump, pubblicata da Shūeisha. In Italia, le avventure piratesche della ciurma di Cappello di Paglia sono approdate quanche anno dopo e molti di noi erano bambini quando hanno iniziato a leggere i primi albetti editi da Star Comics o guardare gli episodi dell’anime trasmessi su Italia 1. Rufy e i suoi compagni di viaggio ci hanno accompagnato per così tanto tempo che ormai sembra impossibile che le loro fantastiche storie possano arrivare alla fine, ma da alcuni giorni è stato annunciato che il manga da guinness world record sarebbe prossimo alla conclusione.

A ufficializzare la notizia è stato il 26enne editor della serie Taku Sugita, che lo scorso 15 luglio ha rivelato ai microfoni di Gold Rush dell’emittente radiofonica Tokyo J-Wave che non dovremmo attendere molto per scoprire come si concluderà l’interminabile caccia al tesoro di Gol D. Roger. L’editor ci ha ricordato che il finale di One Piece è stato ideato da Oda e consegnato alla casa editrice già da diversi anni e alla domanda dello speaker su quanti volumi mancherebbero al finale, Sugita ci ha ricordato che Oda stesso aveva annunciato di essere arrivato a metà del percorso con l’uscita del sessantesimo tankobon quindi, considerando che in Giappone è uscito in questo mese il settantottesimo volume, si  può ipotizzare che l’avventura si trovi al 70-80% del suo lunghissimo arco narrativo. L’editor ha poi stimato che il finale potrebbe arrivare attorno al numero 120. A conti fatti, conoscendo anche la periodicità del manga di quattro volumi l’anno, possiamo tirare un sospiro di sollievo perché avremo da leggere ancora per molti anni.

Nel corso dell’intervista a Gold Rush, Sugita ha parlato anche dello splendido rapporto alla pari che Eiichiro Oda mantiene con i suoi collaboratori più stretti – a differenza di molti mangaka che preferiscono essere idolatrati come maestri -, ma anche e della serietà e professionalità con le quali l’autore giapponese porta avanti il proprio lavoro.

Fonte: rocketnews24.com

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